Novembre è sempre un mese particolare, perché tutto rallenta e nello stesso tempo non si ferma niente. La vendemmia è alle spalle, ma in azienda c’è ancora quel movimento continuo che accompagna la fine dell’anno: gli imbottigliamenti da chiudere, le ultime spedizioni, i resoconti, i budget, i programmi. È un periodo in cui si lavora molto con la testa, oltre che con le mani, e questo richiede un’attenzione diversa.

La cantina sta seguendo il suo corso. Abbiamo iniziato a imbottigliare la Riserva e Vigna i Poggi 2022, che poi avranno anni davanti a sé prima di arrivare sul mercato nel 2027, e intanto prosegue il lavoro sui vini della vendemmia appena conclusa – le svinature sono terminate, le sfecciature completate, e i vini stanno entrando nella fase di affinamento. L’annata 2025 è stata complessa fin dall’inizio, con quei picchi di calore in maggio e ad agosto che ci hanno fatto sudare un po’, ma la vigna ha risposto bene e oggi, assaggiando, c’è soddisfazione – quasi sorpresa, come sempre: conosciamo bene le nostre uve, ma non smettono comunque di stupirci in positivo. È presto per sbilanciarsi, anche perché ogni vino ha una storia a sé, ma la base c’è, e per ora è solida. Se qualcuno comincia già a paragonarla a una grande annata del passato, io preferisco di default restare con i piedi per terra: lasciamo che sia il tempo a parlarne.

Siamo appena tornati da Benvenuto Brunello. È sempre utile vedere come i vini vengono letti fuori dal nostro contesto quotidiano: aiuta a capire se la direzione intrapresa rispecchia davvero ciò che vogliamo raccontare. 

Quest’anno il confronto ci ha restituito ottime sensazioni sia sul Brunello sia su Vigna i Poggi, il nostro Brunello single vineyard, che ormai fa parte delle conversazioni più importanti della nostra vita aziendale. È un vino che ci rappresenta nel profondo, nato dalla volontà di capire e raccontare l’effetto dell’altitudine nel Brunello. Non cercavamo un vino necessariamente “diverso”, ma un ritratto della specificità di un luogo. 

Perché in fondo è questo che, secondo me, il vino di oggi deve fare: al di là dei tecnicismi, deve portare con sé lo spazio da cui nasce. Se potessi portare qui tutti quelli che lo bevono – farli camminare tra i filari, vedere la luce che cambia nel pomeriggio, respirare l’aria che sale dal bosco – lo farei. Come alternativa più realistica, abbiamo proprio il vino: è il mezzo più diretto per far arrivare le persone fin qui, e quindi il nostro compito è restituire le caratteristiche di questo posto nel modo più onesto e trasparente possibile.

Le prime tre annate di Vigna i Poggi ci stanno dimostrando che la strada è quella giusta. Con il 2019 abbiamo avuto la prima conferma, con il 2020 la consapevolezza, e oggi, con le prime impressioni sulla 2021, si vede un filo continuo che si sta rafforzando.

I riscontri della critica non cambiano il lavoro quotidiano, ma confermano che ciò che vediamo qui viene percepito anche fuori: Sarah Heller MW ha indicato i Poggi come uno dei migliori esempi di “high-altitude Brunello”, Colin Hay ha parlato di precisione e profondità nelle prime due annate, e Monica Larner ha messo l’accento su freschezza e solidità. Diversi altri – da Vinum a The Wine Independent, fino a Jancis Robinson – hanno riconosciuto la linearità e la coerenza del profilo. L’ultimo riscontro, i 97 punti assegnati da Danielle Callegari per Wine Enthusiast, è arrivato con una nota che abbiamo apprezzato molto: “le aspettative erano alte, e sono state superate”. Siamo, come sempre, molto grati.

Sul fronte commerciale si sente la contrazione globale dei rossi, lo vediamo tutti, ma Montalcino continua a restare un riferimento per chi cerca valore e qualità. Il 2025 sarà probabilmente un anno da usare come nuovo punto di riferimento, un equilibrio più realistico dopo gli eccessi post-pandemici.

Intanto continuiamo a muoverci, un passo alla volta. Novembre serve a mettere ordine, a chiudere ciò che va chiuso e a preparare ciò che verrà. Fra poche settimane inizieremo a guardare al nuovo anno con più chiarezza, e a tracciare le prossime tappe del sentiero.

 
A presto!

Pippo